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The World Below
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Lug
14
2009
0

Muti!

Oggi i Bloggers di Roma e non solo hanno indetto a uno sciopero contro la nuova legge promossa dal gran legislatore Angelino Alfano.

Molti Blog d’Italia hanno aderito allo scipero, indetto contro una legge che mina alla base la libertà d’espressione nel nostro paese.
Il progetto che sta alla base di tutto l’operato di questo governo culmina in questo attentato alla libertà informativa portata da internet. Non mi riferisco tanto all’obbligo di non pubblicare notizie false ed aleatorie (legittimo), che bisogna smentire antro 24 ore dalla pubblicazione, pena 10000e di multa, quanto alla totale libertà di ricatto (nei confronti del giornalista, professionista o dilettante) che potrà avere chiunque sia oggetto di una notizia più o meno veritiera.
In uno stato nel quale le notizie vere e quelle reali spesso non coincidono, a causa di un abile filtro politico, sarà facile trasformare la libera informazione in libero condizionamento.

Dopo questo breve comunicato manifesto la mia partecipazione al blocco, altrimenti non palese a causa di prolungata inattività.

Chissà che domani non mi ritrovi una minatoria mail di richiesta di smentita anche per questo scritto.

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Apr
17
2009
0

La nebbia dopo la catastrofe

Sicuramente qualcuno si sarà già chiesto per quale motivo Galileo ricevette un trattamento così terribile da parte dell’inquisizione.
Altrettanto sicuramente si sarà risposto che il potere non poteva accettare una tale contraddizione, e che quindi, per non rischiare di cadere sotto le proprie convinzioni, sbagliate, ha preferito ridicolizzare e costringere ad abiurare uno scienziato.
Un mero gioco di potere, perciò. Forse però quella volta non erano in gioco delle vite umane, escludendo quella dello stesso Galileo.
Ciclicamente alcuni eventi si ripetono. Mi riferisco a Giampaolo Giuliani, un tecnico che avrebbe costruito una macchina capace di calcolare il rapporto tra quantità di radon ed entità di un sisma, permettendo un preavviso di alcuni giorni, preciso intorno all’80%.
Lo sciame sismico, in Abruzzo, si protrae da ottobre, e quasi regolarmente le scosse sono state segnalate preventivamente da Giuliani.
Viene da pensare che il filone di azione intrapreso, da chi ha compiti istituzionali in Italia, sia proprio quello del menefreghismo. O meglio dell’ottimismo esagerato. Lo stesso ottimismo che spinge ad attendere continuamente la “legge che legalizzerà l’illegale e l’illegalizzato”, che spinge ad aspettare l’azione della dottrina del condono.
Il menefreghismo, il troppo ottimismo che diventa sprovvedutezza, non paga. È evidente che le persone che sono morte in Abruzzo sono vittime del sistema, non di calcestruzzo e mattoni e tondini lisci. I responsabili non sono da ricercare tra i tecnici che non hanno effettuato controlli seri quando era necessario. Certo, sono complici, ma non sono i colpevoli per eccellenza. I veri colpevoli sono quegli esseri ciechi che hanno sempre bisogno del morto per aprire gli occhi e capire la stupidità delle loro leggi. Quegli esseri ciechi che noi chiamiamo politici, ma che troppo spesso, anche tra di loro, si chiamano criminali.
La “semplificazione in ambito di norme antisismiche” che si voleva introdurre con il piano casa, l’aumento del 20% delle cubature degli edifici, non sono che l’emblema dell’azione politica attuale. Infatti prontamente, per riparare al danno, le norme conflittuali con la catastrofe sono state rivisitate. Tutte tranne quella a proposito dell’aumento di cubatura. E chi ha esposto la paura per un aumento del 20% dei cimiteri, anziché quello degli edifici in generale, è stato fagocitato dal potere, che deve far vedere di saper intervenire in ogni occasione, reprimendo le opinioni contrarie.
La repressione delle opinioni contrarie alle proprie si avvicina pericolosamente ad operazioni di censura attuate da regimi non democratici.
Il business dello share, emancipato da trasmissioni come il TG1 di qualche giorno fa, spinge giornalisti, degni della radiazione dall’albo, a spalancare in piena notte le portiere di auto assiepate di persone che cercano di riposare, ponendo la domanda: ”cosa fate qui?”. Chi è interpellato si aggrappa alla portiera, tentando di chiuderla, agognando un minimo di riposo, ma il grande share-maker non si arrende, insiste, carpisce le informazioni, per poi dare la linea alla trasmissione di turno, ricca di considerazioni di tronisti e troniste a proposito dei poveri “animaletti domestici ai quali nessuno pensa”.
L’unica speranza che si può attualmente avere è che non piombino tutti in un tale stato di annebbiamento, che non tutti diventino assoggettati dal potere dei media, a sua volta assoggettato dal potere politico, controllato anch’essa dal potere universale dello share, nonché dalla cecità ai problemi di uno stato che versa sull’orlo del baratro, senza che nessuno sembri accorgersene.

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Feb
10
2009
0

Ora Basta

Ieri la lunga vicenda di Eluana Englaro è finita.

Dopo 17 anni di coma vegetativo si è spenta alle otto e dieci, nella clinica “La Quiete” di Udine.
Adesso basta con le battute camuffate da serie considerazioni, come la tristemente famosa “sarebbe in grado di procreare”. Basta ai parlamentari senza la dignità per rispettare un lutto. Basta alle trasmissioni più o meno di parte che hanno fatto della vicenda uno straordinario generatore di audience.
basta ai decreti versus, non ad, personam che vengono fortunatamente bloccati da una delle poche personalità politiche che ancora hanno una loro dignità.
Basta alle minacce del Ministro della Salute. Basta anche ai ricatti sul sequestro della stanza di Eluana.
Basta alle accuse a suo padre.
Basta alle vaticaniste influenze sul nostro laico stato. Per chi crede non è forse passata a una vita migliore, una vita migliore eterna?
basta alle vane parole, ai dibattiti, agli insulti, litigate, risse parlamentari, manifestazioni per la vita, per la morte, cubitali titoli fuorvianti.

Basta.

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Gen
28
2009
0

Il violino

Qualcuno si chiederà perchè questo tardivo articolo sul giorno della memoria si intitoli così. Vorrei accontentare i curiosi. Ieri sera a Radio 3 Suite sono state trasmesse le testimonianze di varie personalità del mondo ebraico, della società ebraica italiana. Moni Ovadia ha parlato di come il violino fosse, è, importantissimo per gli ebrei, motivando la sua affermazione con una battuta, quasi leggendaria, che si sviluppo tra un noto pianista ebreo ed un direttore di orchestra, il quale chiese al primo come mai gli ebrei suonassero tutti il violino e non il pianoforte come lui. Alla domanda il pianista gli chiese se aveva mai provato a scappare con un pianoforte in spalla.

Oltrepassando la mera battuta, riflettendo sul suo significato profondo, ciò che si prova passa dal sorriso appena la frase viene raccontata, alla malinconia che rievocano le stesse parole. Parole che sottolineano come la situazione degli ebrei fu sempre quella di nomadi, ma non per scelta. L’essere obbligati a vivere in un modo, a sopravvivere in un modo che non è adatto nemmeno alle bestie.

Mi piacerebbe riflettere sul perchè della definizione “giornata della memoria”. Perchè della memoria e non del ricordo? Forse la parola memoria è più d’impatto. E’ quasi un monito verso chi in futuro vorrà rimettere in piedi ciò che hitler ideò. La memoria dell’olocausto di ebrei, omosessuali, zingari, prigionieri politici ed altri esseri umani, ricodiamolo sempre, deve essere mantenuta. Può darsi che causi una sensazione di vergogna, ma è il giusto prezzo che dobbiamo pagare per non ricadere di nuovo nello stesso errore.

Allo stesso tempo dobbiamo ricordare chi morì a causa della follia dell’uomo, ma dobbiamo anche ricordarci di non favorire altri genocidi, anche se spesso non riusciamo ad evitarlo, a prevenire che la bestialità prevalga sulla ragione.

Spero sinceramente che quel violino continui a suonare.

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Gen
09
2009
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Nuovamente…

E’ nuovamente esploso il conflitto israeleo-palestinese. Nuovamente i miliziani di Hamas si stanno scontrando con le truppe israeliane, che nuovamente ne approfittano per mettere in atto rappresaglie contro la popolazione civile.

La storia dell’ormai abituale conflitto è composta da consuetudini, da ripetizioni continue, da frasi introdotte da “nuovamente”, dai più odiosi degli usi.

Da una parte uno stato che è il prodotto dei vincitori della seconda guerra mondiale, uno stato che non si occupa di rispettare chi non marcia sotto la sua bandiera o rispetta solo chi milita sotto la bandiera di chi è più potente. Dall’altra un’associazione che fondamentalisticamente, quasi come lo stato ad essa stessa opposto, difende le proprie posizioni, violando quel confine, sottile, che divide la legalità, il battersi per valori reali, dall’indiscriminata e terroristica azione di guerra. La legge del taglione non è giusta. E’ anzi ciò che regola il ribaltamento di fronte all’interno di una discussione. Chi intraprende azioni come quella di Hamas, lanciando missili verso il territorio israeliano, o attacca e rade al suolo le case dei propri nemici, come le forze israeliane, non può essere il detentore della giustizia. Chi non utilizza la strada diplomatica, preferendo metodi violenti, sbaglia inevitabilmente.

Nuovamente in israele ci sono due gruppi estremisti, troppo sciocchi e convinti delle proprie tesi, per scendere a patti l’uno con l’altro. Due gruppi ai quali non importa delle rispettive popolazioni, quanto di ottenere il predominio sull’oppositore. Una mosca astuta che attacca un grosso rospo gracidante e sciatto, per riprendere il pensiero di Amos Oz. L’uno debole, l’altro potente. L’uno astuto, l’altro dai pachidermici movimenti. Ma entrambi inclassificabili come bene o male.

Nuovamente sappiamo chi vincerà. Nuovamente conosciamo il destino della minoranza di turno. Nuovamente affiora il fatto che le popolazioni non si odiano, ma sono le loro autorità ad odiarsi. A scannarsi per evitare di raggiungere la pacificazione, perchè l’impressione è che velatamente si ricerchi la guerra e non la pace.

Non so quanto la mia speranza possa influenzare chi di dovere. Non so quanto aiuterà e potrà aiutare. Ma nuovamente spero che Israele ed Hamas abbandonino le armi per sedersi ad un tavolo e discutere in modo corretto, senza tenere una pistola carica puntata in fronte all’altro.

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Dic
08
2008
2

Il resoconto di un’ipocrisia

Girovagando per la rete ho notato una grande novità su youtube.

Mariastella Gelmini, la più amata, si fa per dire, ministro del’istruzione degli ultimi dieci anni, ha aperto un canale sul browser video più popolare e conosciuto.

L’intento è quello di “non difendere mai lo status quo e di non arrendersi mai ai privilegi ed agli sprechi”. Non so perchè, però, leggendo i vari commenti inviati nella rete, ed estrapolando quelle idee più significative, mi sembra una decisione di facciata che va contro l’etica della politica della quale in questi giorni si è parechio parlato.

Che senso ha, in primo luogo, aprire un canale di dialogo dopo che le decisioni sono state prese? Perchè questo non è stato fatto quando il confronto costruttivo era ancora possibile?

Il dare la possibilità di libera espressione su questo canale di Youtube mi sembra una finta, in quanto discutere di qualche cosa che è già stata approvata ed è entrata in vigore è un qualche cosa che non porta a nulla, una discussione fine a se stessa. Il computer acceso sulla pagina iniziale di Google è poi un evidente esempio dello studio pubblicitario e di apparenza che è stato fatto sul video.

Intendiamoci. Non sono a favore di coloro  che manifestando hanno distrutto vetrine o incendiato automobili. Nella mia città ho partecipato ad un corteo assolutamente pacifico che ha sfilato per ore nella strada principale per difendere la scuola. Forse la Gelmini dovrebbe abbassarsi ogni tanto a scendere nelle piazze ed a confrontarsi ad armi pari con chi manifesta, ascoltando le opinioni di chi in piazza ha delle idee e non va solo per fare casino.

In alcune scuole vanno avanti l’autogestione, le lezioni aperte, e tutte quelle iniziative molto democratiche, e non anarchiche come qualcuno le definisce, che permettono uno scambio di idee valido.

Secondo me siamo giunti alla massima espressione dell’ipocrisia. Il chiedere alla gente di esporre le proprie opinioni a proposito di ciò che è ormai irrevocabile, salvo azioni come referendum o raccolte di firme, esprime appieno il modo di fare di una parte politica che, come ho già detto, si diletta ad attaccare l’opposizione, anzichè svolgere il suo lavoro amministrativo.

“dobbiamo avere il coraggio di cambiare… e lo dobbiamo fare INSIEME”

Per chi non lo avesse visto o trovato mi permetto di pubblicare il video della Gelmini.

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Dic
03
2008
1

Interessi in Conflitto

Qualche settimana fa Marco Travaglio ha “enunciato” ad Annozero uno dei suoi pezzi a proposito del possibile conflitto di interesse del premier, definendo, ironicamente, oltraggioso l’utilizzo del termine stesso.

Quello che sta succedendo questa settimana si può collegare al conflitto di interesse che aleggia nell’aria intorno alle mani del presidente del consiglio.

In Italia la situazione mediatica è a dir poco critica. Gran parte dei giornali sono attribuibili ad una o all’altra parte politica. Per non parlare della televisione analogica. Almeno tre canali sono direttamente in mano al “massimo esponente del partito a noi avverso” come avrebbe detto Veltroni. Delle altre tre reti pubbliche una resiste strenuamente alla mutazione ideale, mentre un’altra permette ogni settimana un piccolo spazio a programmi come quello di Michele Santoro, che con l’editto conosciuto come Bulgaro era stato cacciato dalla RAi insieme con Enzo Biagi e Michele Luttazzi. Non si tratta di monopolio, ma di duopolio non troppo bilanciato.

Personalmente sono abbonato alla televisione satellitare trasmessa in Italia. Ne potrei anche fare a meno, poichè non passo la maggior parte del tempo davanti alla tivvù. Quello che trovo davvero interessante, della televisone satellitare, è il numero di canali diversi che si possono captare. In questo modo si può sempre e comunque scegliere cosa guardare e non essere costretti a seguire una televisione analogica che non sempre è politically correct.

Anche se la situazione non era troppo buona, visti anche gli ultimi rialzi del costo dell’abbonamento, si poteva comunque decidere, il libero arbitrio televisivo era ancora possibile.

Due fatti mi impensieriscono però. Il primo è la decisione di trasmettere il digitale terrestre via cavo in tutta Italia, andando mano a mano a sostituire la televisione analogica. Non dimentichiamo da chi è commercializzato il digitale terrestre. Proprio per questo mi impensierisce la decisone presa.

Il secondo fattore di preoccupazione è l’aumento dell’aliquota dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) sulle televisioni satellitari, che in Italia è una sola. Non so per quale motivo è stato preso questo provvedimento. Mi sembra sospetto il fatto che chi lo ha adottato è il principale concorrente dell’unica azienda che risente della variazione, in quanto un aumento del costo diminuisce la domanda.

La situazione politica italiana è molto peggiore di quanto avessi potuto pensare. Forse sarebbe meglio avere un governo che agisce in modo disinteressato, se non nei confronti della “ragion di stato”, ed un’opposizione sparuta, che a vere due opposizioni in lotta e nemmeno un governo che si occupa davvero del nostro paese. L’Italia sta cadendo in un profondo coma reversibile, se non trascurato. Mi auguro che chi di dovere voglia agire in tempo ed evitare il peggio. Altrimenti non resta che dire “Buona notte all’Italia…”.

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Nov
28
2008
1

Se potessi avere 40€ al mese

Se ne sentiva la mancanza. Gli italiani avevano davvero bisogno di un sussidio di tale entità. Avevano la necessità di un aiuto da parte del governo, che fino ad oggi sembrava ricordarsi solo dei top manager aziendali e dei professionisti più abbienti.

Invece no. Ci eravamo tutti sbagliati. Siamo sempre nei cuori dei nostri politici che tanto bene amministrano il nostro stato.

E’ infatti da poco nata la fantomatica, e fantascientifica, Social Card. Una carta di credito prepagata che verrà concessa in base ad alcuni parametri. Su questa carta verranno caricati ogni mese ben 40€, con i quali si potranno fare acquisti nei negozi convenzionati, che applicheranno inoltre alcuni sconti.

Davvero ottimo come provvedimento. Permetterà al glorioso popolo italiano, ormai condizionato a rovistare tra gli scarti dei mercati, di sopravvivere un po’ di tempo di più.

Non so a voi, ma a me sembra piuttosto falso come provvedimento. Specie se poi, leggendo i giornali, si scopre che Daniel Bernard, capo del CDA di una nota catena di supermercati, è stato licenziato poichè le azioni hanno perso 56€ di valore in 5 anni. Questa motivazione sarà sicuramente legata alla sua amministrazione, che era incentrata su un ribasso notevole dei prezzi. Dal mio punto di vista, non certo quello di un economista, la perdita azionaria è comunque legata all’attuale crisi economica. Ma ammetto che queste posso essere semplici congetture.

Posso però citare altri due esempi. Ho avuto modo di informarmi a proposito dei PCT, i finanziamenti Pronti Contro Termine. Si tratta di un tipo di operazione bancaria nella quale per un breve termine il cliente presta alla banca una certa somma di denaro, che il venditore, l’istituto di credito, impegna su azioni o obbligazioni di vario tipo. Allo scadere del Termine, breve, da uno a tre mesi, per arrivare ad un anno, il cliente riaquisisce la somma di denaro, più un interesse che la banca concede, che è certamente inferiore rispetto alla crescita delle azioni, ma che è molto simile alla crescita tipica dei titoli di Stato. Il vantaggio che ne trae il cliente è una crescita della quantità di denaro sicura. La banca può invece contare su una certa somma di denaro che sarà certamente disponibile per un certo periodo.

Vengo al dunque dopo aver introdotto l’argomento. Dai dati dello scorso dicembre (2007) si evince che i PCT non hanno un importo minimo, in genere, o l’entità di questo importo è di circa 1000€. Non bazzeccole, ma un importo pur sempre raggiungibile. Documentandomi ho notato una crescita sostenuta degli importi minimi. Fino a giungere ad alcuni istituti con un minimo di 25000€. E non istituti per VIP o personalità del mondo economico. Ma banche Popolari o Artigiane, che hanno quindi canoni ed importi gestiti meno ingenti, se presi singolarmente. Tuttavia la cifra è decisamente esosa, e difficilmente raggiungibile, anche da una persona fisica o una famiglia di ceto medio. Al posto di donare 40€ al mese ad alcune famiglie, per “arginare la crisi” non si sarebbe potuto clausolare, dopo il risanamento statale delle banche investite dal crack, una limitazione degli importi minimi per gli investimenti o qualsiasi altro sostanziale provvedimento relativo all’investimento di risparmi? In questo modo non si sarebbe toccato il bilancio statale, ma semplicemente si sarebbe istituito un rapporto di “io ti aiuto, tu mi aiuti”.

E questo era uno dei commenti. Il secondo è relativo alle manovre effettuate a proposito del prezzo della benzina e del gasolio. Con l’attuale crisi finanziaria il prezzo del petrolio è tornato piuttosto basso, con relativo abbassamento dei prezzi dei singoli carburanti. Ma all’indomani dell’inizio del calo dei prezzi la manovra statale è stata quella di bloccare i prezzi dei carburanti. Non di rimuovere le accise sugli idrocarburi che ingiustificatamente persistono da molti anni. Su un blog piuttosto visitato ho trovato il seguente elenco di tutte le accise a tutt’ora in vigore.

L’elenco completo comprende le seguenti accise:

1,90 lire per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935;
14 lire per il finaziamento della crisi di Suez del 1956;
10 lire per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963;
10 lire per il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966;
10 lire per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968;
99 lire per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976;
75 lire per il finanziamento del terremoto dell’Irpinia del 1980;
205 lire per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
22 lire per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
39 lire per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.
La somma di tali accise evidenzia, pertanto, una tassazione di 485,90 lire (ossia 25 centesimi di euro) per ogni litro di carburante acquistato.

fonti: Corriere della Sera e Wikipedia
tratto da: Frecciatricolore

Non è molto chiaro il motivo per il quale quando i prezzi dei carburanti aumentano non si possono bloccare, mentre quando scendono il provvedimento è pressochè immediato. Forse sarebbe meglio interrogarsi su questa stranezze del nostro Bel Paese.

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Nov
26
2008
0

la Sicurezza non è un’Opinione

In questi tristi giorni è inevitabile trattare il problema sicurezza a scuola.
A Rivoli, cittadina relativamente vicina alla mia residenza, si è consumato un dramma. La volta di un’aula del Liceo Scientifico “Darwin” è crollata a causa della destabilizzazione dei tavolati, provocata dalla rottura dei blocchi di un pesante tubo di ghisa, che a quanto pare è stato il corpo responsabile del colpo mortale inferto al ragazzo.
Perchè non si parla mai di sicurezza nelle scuole? Per quale motivo, per qualsiasi problema radicato, se non “ci scappa il morto” non si interviene? Perchè molti (numeri certi non se ne sanno) studenti sono costretti a frequentare in scuole che possibilmente, non probabilmente, possibilmente, non sono sicure?
Questa mattina nel mio Liceo è stata portata alla luce una notizia piuttosto sconcertante, e particolarmente preoccupante.
In alcune scuole il collaudo statico è inesistente.
Facciamo un esempio. Nella valutazione dei rischi legati ad un’infrastruttura bisogna calcolare le variabili nella peggiore delle ipotesi. Io non sono un ingeniere. Tuttavia posso provare a fare un calcolo di tipologia logica.
Incendio. Fiamme che salgono dal basso. Scale antincendio sovraffollate. Persone in panico, non come una normale prova antincendio. Si trovano l’uscita bloccata. L’unica cosa che viene da fare è rifugiarsi ai piani superiori e cercare di arginare le fiamme ai piani più bassi. Ma cinquecento persone su un solo piano che corrono, o camminano, in un corridoio che può sopportare duecento persone, non possono che causare un collasso strutturale. Le prospettive non sono esattamente rosee.
E’ un’ipotesi un po’ stiracchiata. Difficile che tali variabili si concentrino in tale modo, anche perchè cosa potrebbe bruciare veramente in una scuola di cemento armato?
Mi sovviene però un altro esempio terra, terra. Ci troviamo in una zona sismica. E sicuramente le scosse non sono lievi. Tre settimane fa si è giunti al quinto grado della scala Richter, con una scossa sismica durata quindici secondi. Siccome i terremoti non avvengono quando l’uomo decide, ma possono accadere di giorno come di notte, una scuola grande, un grosso edificio, in equilibrio statico precario, come potrebbe comportarsi subendo una tale scossa con delle persone all’interno? Anche qui si giungerebbe ad un epilogo probabilmente drammatico. Forse una “tragica fatalità”, probabilmente, non solo possibilmente, prevedibile ed evitabile.
Forse ciò che manca sono i fondi per intervenire. Per agire su quelle scuole che le istituzioni conoscono come insicure, ma che vengono populisticamente fatte vedere come a prova di bomba. Forse ormai troppi governi, di diversi colori e parti politiche, hanno trascurato questo fondamentale punto.
Speriamo di non dover avere paura di andare a scuola, non tanto a causa di verifiche ed interrogazioni, ma per la nostra incolumità.

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Nov
25
2008
1

Cucu’

Cucù. Ecco cosa ha detto il caro silvio alla cancelliera tedesca. Cucù.
Un po’ come ha detto cucù la crisi finanziaria. Un po’ come lo ha detto il crollo di Alitalia. Un po’ come cucù lo hanno detto i milioni di persone che sono scese in piazza a protestare contro i tagli alla pubblica istruzione.
Però a volte la gente non si spaventa. E’ come se sapesse in anticipo che un cucù ci sarà. Ma sono sicuro che sono solo apparenze.
Nessuno può conoscere in anticipo i crolli finanziari. O notizie relative ai processi. O altro ancora. No non è umanamente possibile. E’ solo fortuna in effetti.
Qualcuno ha venduto le azioni che il giorno dopo sarebbero crollate. Ma è stato solo un caso. Un cucù-lo non da poco. Ma è il fato a volerlo.

Il fato che ogni tanto offre a tutti un bel cucù. Come quello del nostro cavaliere in quel di Ballarò due giorni orsono.
Un pout pourri di “non le permetto” più o meno rabbiosi e offensive locuzioni ai danni degli ospiti, vittime del clamoroso cucù.

Berlusconi è stato definito assassino della democrazia. Cucù. Ma non è vero, è solo un’apparenza anche questa. Lui i “non le permetto di” li usa solo per moderare la discussione. Povero silvio. Nel suo album di televisioni italiane manca solo Rai Tre e non gliela scambia nessuno.
Forse un bel cucù lo farà Villari quando tornerà reperibile. O magari sarà il cavaliere errante che colpirà per primo, magari con un sonoro cucù in qualche altra trasmissione bisognosa di moderazione a suon di “non le permetto”.

In me l’empatia cresce quando racconta le sue nobili gesta. Era arrivato nella sua villa. Neppure invitato. Eh… Cucù. i rappresentanti di UIL e CISL con membri del governo che gozzovigliavano nel suo salotto. E chissà alla CGIL quando hanno scoperto che i loro compagni di gioco tramavano per fare anche a Epifani un bel cucù.

CUCU’

24/11/2008

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